Lightening Afterhours

17 mag

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La faccio breve: 15 esempi su come sia possibile alleggerire il cazzutismo dei titoli delle canzoni degli Afterhours grazie a dei semplici accorgimenti.

  • Lasciami leccare l’adrenalina, geometra Berlinghieri
  • Ballata per la mia piccola iena e per mio cognato che sta tanto male
  • Vieni dentro veloce che il lunedì saremmo chiusi
  • Posso avere il tuo deserto in cambio del lattante?
  • Dentro Marylin Manson per il furto di un recinto
  • Quello che non c’è si prende all’Eurospin
  • Spreca una vita per Zangief, ‘sto incapace!
  • Neppure “carne da cannone” per Dio, maledetto T9!
  • Fosforo e blu invece le riconosce
  • La sottile linea bianca è il tipico difetto degli LCD della Phonola
  • I milanesi ammazzano il Sabato e tutti i quotidiani indipendenti a forza di dar retta a De Bortoli
  • Il compleanno di Andrea Vianello è finito in pianti perché l’hanno spogliato
  • Io so chi sono i Lautari
  • La gente sta male a Viserbella da quando hanno tolto l’Eurospin
  • Voglio una pelle splendida per l’agenda di quest’anno del Monte dei Paschi

Grillo secondo Malick

5 mag

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Sto volando.
Volo verso di te.
Cosa eravamo noi?
Ti stavo aspettando.
Mi sembra di toccarti.
Dove stiamo andando?
Incidente.
E’ tutto svanito. 
Finito, dissolto, annientato.
Ferrari distrutta.
Vite.
Dove eravamo noi?
Sconosciuti che camminavano accanto alla morte.
Li abbiamo illusi di lamiere.
Morti.
Morti viventi socialisti.
I tuoi genitori sono dei morti, piccolo.
Guardali.
Nuvole adagiate sui cruscotti dell’essere.
Schizzi di entropia sui lunotti del cosa eravamo noi.
Un occhio azzurro cielo sul posacenere dell’anima.
Dove eravamo noi, Lucrezia?
All’autogrill.
Diciamogli all’autogrill.
Ci siamo raccontati storie.
Quello che avevamo era niente.
Lo abbiamo trasformato in niente.
Mentre eravamo all’autogrill.
Autogrill autogrill.
Blublublublublu non voglio sentire altro blublublublublu.
Autogrill.
Ci avevano rubato la macchina all’autogrill.
Una macchina piena di nuvole.
Cosa eravamo noi?
Dove stiamo andando?
Con che torniamo?
Stiamo svanendo.
Siamo nuvole.
Nuvole.
Ragazzi è una cosa pazzesca.
Meno elle.

Battaglie da condividere

29 apr

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CI SIAMO STANCATI DI VIVERE IN UNA SOCIETA’ CHE PER TENERCI BUONI CI INSTILLA QUOTIDIANAMENTE IL TERRORE FACENDO PASSARE PER VERITA’ SOLENNI CAZZATE ANTISCIENTIFICHE COME IL FATTO CHE SI RISCHI LA VITA AD IMMERGERE IN ACQUA UN PHON ACCESO MENTRE SI FA IL BAGNO IO L’HO FATTO E L’UNICA COSA CHE E’ SUCCESSA E’ CHE SI E’ SPENTO PER POI RIACCENDERSI UNA VOLTA FUORI

E’ UNA VERGOGNA CI SONO 4 MILIONI DI ITALIANI CHE NON PERCEPISCONO LO STIPENDIO GLIELO METTONO DAVANTI E LORO NON RIESCONO A PERCEPIRLO COME UN DALTONICO IL COLORE COME AL POETA IL NITORE COME ALL’ACERO L’UNTORE

SENTIRE IL PDL PARLARE DI GIUSTIZIA E’ COME SE GIORGIO ALBERTAZZI PARLASSE DI TEATRO: CI STA!!! NON STO GRIDANDO NON MI STO LAMENTANDO STO SCRIVENDO MAIUSCOLO PERCHE’ SULLO SHIFT C’E’ UN INSETTO E L’IDEA DI LASCIARLO IN PACE E’ COME SE GIORGIO ALBERTAZZI SI PRENDESSE UNA POLMONITE D’INVERNO ORA CHE HA PIU’ DI NOVANTANNI: CI STA!!!

ATTENZIONE! STANNO METTENDO FILMATI PEDOPORNOGRAFICI COI NEONATI IN REGGICALZE A NOSTRO NOME NELLE BACHECHE DEI NOSTRI COGNATI SENZA CHE NOI CE NE POSSIAMO ACCORGERE! NOI NON LI VEDIAMO MA LE ALTRE PERSONE SI’! VEDONO I NOSTRI COGNATI TUTTI I MERCOLEDI’ AI GOKART! MENTRE CON NOI SEMPRE SCUSE ALL’ULTIMO MOMENTO! A VOLTE LI VEDONO COME SE FOSSERO UNA NOSTRA PUBBLICAZIONE, A VOLTE COME UN NOSTRO COMMENTO, ALTRE VOLTE ADDIRITTURA COME DON BOSCO! SE VEDETE UNA COSA SIMILE A DON BOSCO NELLA MIA BACHECA AVVISATEMI E NON APRITELO COL COLTELLO PERCHE’ E’ UN VIRUS COPIATE E PASSATE, O’ ERMIONE!

FUNZIONA! PER RICARICARE LE SCHEDE TELEFONICHE BASTA APPOGGIARLE DI LATO SU UNA BISTECCA/BRACIOLA E DALL’ALTRO LATO DARCI DI ASCIUGACAPELLI! PROVARE PER CREDERE!

SE PICCHI UN ANIMALE NON SEI FORTE… SEI UNA MERDA!!! Se lo uccidi sei forte.

Non tutti sanno che…

18 apr

Michele-Zarrillo

Quando uno conosce in treno Daniele Silvestri la prima cosa che ti dice è che è una persona normalissima.

D’Annunzio pare che si fece togliere due costole dal macellaio, pure dopo che aveva pesato e incartato, perché secondo lui spendeva troppo.

Pietro Germi si ispirò a Don Pino Puglisi per la figura del Sassaroli.

Joseph Ratzinger ci rimase molto male che Kano non compariva in Mortal Kombat 2. Poi quando tornò nel 3 era tutto contento e rideva.

La Passione di Cristo era blucerchiata.

Freud, nelle “Lettere al figlio”, ci parla di una Confartigianato interiore.

Su un pianeta senza forza di gravità, Pinelli sarebbe salito.

Yorgo Field, coreografo dei combattimenti di Van Damme, era malato di SLA dalla nascita e li dettava a un sacrestano sbattendo le palpebre.

Chi dice che Silvio Berlusconi è una brutta ragazza non c’ha capito un cazzo.

Bocelli voleva far abortire la moglie quando gli hanno detto che il figlio forse sarebbe nato daltonico. Questo per dire la persona.

A Briatore se gli tocchi Leopardi, Sclavi o il primo Pupi Avati lui impazzisce e non risponde di sé.

Per anni, l’unica persona che ha saputo tagliarmi la barba come voglio io è stato Mirko Setaro dei Trettré.

Se a Berlusconi dicessero “devi dire il quarzo è bello cucucù e vinci le elezioni” lui subito: “il quarzo è bello cucucù”.

Non è vero che Pistorius sia senza gambe: c’era una cassapanca davanti.

Nek è nella vita privata una persona capace di un’autocritica violenta e scarnificante, un uomo che non si lascia stare mai.

Paolo Vallesi è capace che se è rimasto 1 solo cioccolatino lui te li mangia tutti uno via l’altro senza vergogna.

Brunetta dice giustamente che i laureati invece di tirarsela dovrebbero andare a scaricare la frutta da internet.

Due escort su tre sono concordi nel definire l’ano di Berlusconi “un incantesimo dischiuso fra i petali del tempo”.

Michele Zarrillo una volta ha spaccato un pianoforte perché era convinto che dentro c’erano le caramelle.

SILVIA SALEMI HA CONFESSATO!!!!

Ecco chi sono i 10 saggi

5 apr

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La situazione è difficile, il quadro complesso. Per risolvere la crisi politico-istituzionale che sta impedendo la formazione di un nuovo governo, il presidente Giorgio Napolitano ha nominato dieci «personalità tra loro diverse per collocazione e per competenze» per «formulare precise proposte programmatiche».

Queste dieci personalità sono immediatamente state ribattezzate «i dieci saggi». Ma chi sono costoro? Ecco in breve, uno per uno, i profili degli uomini che da oggi inizieranno a lavorare per trovare una soluzione alla crisi politica.

Salvatore Rossi: è vicedirettore generale della Banca d’Italia dal gennaio 2012, nonché componente del Direttorio dell’Istituto per la Vigilanza sulle Assicurazioni e membro del Comitato Strategico del Fondo Strategico Italiano. Bassista e membro della formazione originale dei Mothers of Invention era stato precedentemente fra i fondatori dei Soul Giants nel 1964, band dalla quale si formarono i Mothers e composta anche da Jimmy Carl Black e Giovanni Pitruzzella. Ha 64 anni.

Giovanni Pitruzzella: nato ad El Paso (Texas), di sangue Cheyenne, è presidente dell’Antitrust dal novembre 2011. Negli anni precedenti è stato a capo della Commissione di Garanzia sugli Scioperi. È avvocato cassazionista e docente di diritto costituzionale all’Università di Palermo. Nel 1988 è stato processato per aver accoltellato a sangue freddo un uomo (Felice Armitano) per un parcheggio. Ha 54 anni.

Gaetano Quagliariello: è stato concorrente alla quinta edizione dell’Isola Dei Famosi, diventato celebre per essere inciampato in un sorcio e aver tirato una ciabatta in acqua. Oggi è senatore del Pdl, presidente e fondatore della Fondazione Magna Carta. Nei ritagli di tempo, è mascotte e conduttore del programma per bambini La Caramella su Junior TV. Lo doppia Pietro Ubaldi. Ha 53 anni.

Giancarlo Giorgetti: è stata un’attrice e cantante malese naturalizzata statunitense. Fra le più note icone del mondo cinematografico della prima metà del Novecento, Giorgetti fu un vero e proprio mito, una diva, lasciando un’impronta duratura attraverso la sua recitazione, le sue immagini e l’interpretazione delle canzoni (arricchite da una ammaliante e sensuale voce). Un mix, raramente ripetuto dopo di lei, che è sufficiente a farla entrare nella leggenda dello show business quale modello di femme fatale per antonomasia. Oggi è deputato della Lega Nord e presidente della Commissione speciale per l’esame degli atti del governo alla Camera. Con suoi 47 anni, è il più giovane dei “saggi”.

Luciano Violante: è un esponente del Partito Democratico, esperto costituzionalista ed ex presidente della Commissione Antimafia, considerato uno fra gli eroi simbolo della lotta alla malavita organizzata. Sostiene da sempre che Giovanni Falcone venne assassinato in una lite in macchina dalla moglie e dagli uomini della scorta nell’omicidio-suicidio di Capaci. Fu l’unico a farsi vedere da Aldo Moro senza passamontagna. Ha 72 anni.

Valerio Onida: detto “il Cavaliere” in ragione dell’onorificenza di cavaliere del lavoro conferitagli nel 1977, ha iniziato la sua attività imprenditoriale nel campo dell’edilizia. Nel 1975 ha fondato la società finanziaria Fininvest e nel 1993 la società di produzione multimediale Mediaset. Nell’ottobre dello stesso anno ha lanciato il movimento politico di centro-destra Forza Italia, strutturatosi nel gennaio successivo e confluito nel 2008 ne Il Popolo della Libertà. Poi si è svegliato: era tutto un sogno! Ha 76 anni.

Mario Mauro: è stato docente e ricercatore universitario di Economia Ambientale presso l’Università di Siena. La sua vita è stata segnata dalla sclerosi laterale amiotrofica che lo ha portato alla morte nel 2006 a soli 44 anni. Oggi è presidente di Scelta Civica al Senato. Ha 51 anni.

Enzo Moavero Milanesi: è un papero bianco con becco e zampe arancioni. Solitamente indossa un gilet da croupier e una visiera – ma senza pantaloni. Alcuni credono che la Cina lo abbia censurato perché non porta i pantaloni, ma è una leggenda metropolitana. E’ stato definito da Roberto Saviano: «l’antieroe per eccellenza, l’incarnazione dell’uomo medio moderno, con le sue frustrazioni, i suoi problemi, le sue nevrosi». Oggi è ministro per gli affari europei del governo guidato da Mario Monti. Negli anni precedenti ha lavorato alla Commissione Europea ed è stato capo di gabinetto di Monti quando quest’ultimo era commissario Antitrust. Ha 59 anni.

Filippo Bubbico: detto anche “tema sospeso”, è un costrutto retorico in cui non è rispettata, volutamente, la coesione tra le varie parti della frase. È quindi una rottura della regolarità sintattica della frase, un effetto della mimesi del parlato. Anticamente era noto con l’espressione latina nominativus pendens, mentre oggi si limita ad essere presidente della Commissione speciale al Senato, pur dichiarando di rimpiangere quei tempi. Ha 59 anni.

22 curiosità su Papa Francesco I

21 mar

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  • Quando apprese della morte di Papa Giovanni Paolo II stava mangiando del petto di tacchino ma gli si chiuse completamente lo stomaco e passò subito alla Viennetta.
  • Auspicando che la Chiesa ritrovi il valore della povertà, ha rinunciato per prima cosa alla penna stilografica papale gettandola nel water papale e tirando lo sciacquone papale.
  • Non crede nell’esistenza dell’apostolo Barnaba (comunque minore).
  • Quando era un semplice parroco e celebrava matrimoni, è notorio si facesse dare due bomboniere metti caso una si rompe.
  • Ha rifiutato il tradizionale Anello Piscatorio d’oro, preferendone uno semplice in ferro come dimostrazione della sua mancanza d’autostima.
  • Ha dichiarato che s’impegnerà per rendere Virtù Teologale la saudade.
  • In un’occasione pubblica ha scambiato il conclave per il synclavier gettando nell’imbarazzo l’istituzione cardinalizia.
  • E’ solito consumare una colazione frugale: latte, biscotti olandesi, un mandarino (o arancio) e un dischetto di torba.
  • Sua madre era una maestra elementare di Còrdoba, suo padre un ninja.
  • Nella cernita di nomi prima di decidersi su Francesco I, c’è stata per un attimo la tentazione per uno Shakira 3000.
  • Si dice sia affetto da bolbofobia, ovvero il terrore delle bottiglie di spumante secco appoggiate sopra le mandrie di bisonti in fuga.
  • Nel suo taschino papale trova rifugio Sentimento Caprese, suo storico criceto e fraterno amico.
  • Il suo film preferito è La Mosca, ma non ha mai visto il primo tempo per vari impegni e gli ultimi minuti.
  • Una volta ha dato uno schiaffo ad un cardinale sostenendo che sulla guancia s’era posato un falco.
  • In Argentina ha appoggiato il regime totalitario ad una mensola perché doveva legarsi le scarpe.
  • Ha sempre criticato gli squadroni della morte perché, a suo dire, si spende tanto e si mangia così così.
  • Ha fatto il giro del mondo la sua dichiarazione sul LaserDisc: “è una tecnologia morta”.
  • Ha avuto la vocazione a 55 anni. E’ stato per lungo tempo marito dell’attrice Lauren Bacall con la quale non riusciva ad avere rapporti.
  • E’ solito usare NOD32 come antivirus. Lo disinstalla dopo i 30 giorni di prova per poi reinstallarlo (cosa prevista dal programma), ma sulle ragioni della disinstallazione ama cliccare su “mancanza di funzionalità”.
  • E’ di origine italiana, figlio di immigrati piemontesi. Anzi di più, è un tabaccaio di Asti.
  • Leggendaria è la sua amicizia con Aldo Agroppi.
  • Conosceva 13 delle 16 vittime del mostro di Firenze.

Topi

8 mar

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Tutto intorno muore.
E di notte lo fa più in fretta.

Cesenatico, estate 1983, le foto dei miei genitori giovani e felici. Poi ricordo la caraffa sul camino che ci ha visti a tavola per trent’anni e che un giorno qualunque è caduta e s’è rotta. Liquirizia, il mio storico gatto nero, morto a 16 anni sotto la macchina di uno che non aveva nessuna colpa. Non ho foto di Liquirizia. Un giorno mi venne in mente di fargliene una mentre giocava con una biglia dei ciclisti, ma non avevo voglia di salire a prendere la macchina fotografica e così rimandai. C’è una cartolina di Alan Ford caduta dietro questa scrivania circa trent’anni fa. Quando mi capiterà di smontarla, se mai capiterà, la rivedrò. E’ a poche decine di centimetri dai miei piedi e insieme lontana galassie. Un vecchio a Bari è morto in solitudine, all’improvviso, nella sua topaia dopo una vita di merda. Sono l’ultimo che l’ha visto vivo, Nicola. Quella porta che ho chiuso, si è riaperta solo quattro giorni dopo, quando l’hanno ritrovato. Mentre viveva le sue ultime ore d’agonia, chissà cosa stavo facendo due piani sotto. Le cicatrici sul mio braccio saranno le stesse, identiche, che avrò sul mio letto di morte. Ci sono film che ho visto e che non mi troverò mai più a rivedere e non so quali sono. Ci sono piccole insospettabili cose che non mi troverò più a fare e che, l’ultima volta che le ho fatte, non c’era un led rosso che s’illuminava per avvertirmi che quella sarebbe stata l’ultima. Mi manca Liquirizia, un gatto che sposava un genio selvaggio ad un senso toccante della responsabilità. Ho sempre pensato che se avesse potuto avrebbe aiutato mia nonna quando andava a cogliere l’erba per i conigli o mio babbo a compilare la dichiarazione dei redditi. Mentre Nicola moriva su una sedia, spaventato e solo, il colibrì del suo orologio a cucù continuava ad uscire e cantare. Forse si sente ancora, per quelle scale.
E poi ci sono diapositive non replicabili di momenti che furono d’una bellezza lacerante e tenera. Purtroppo ne ho a miliardi. Ricordi dolcissimi in grado di rovinare vite. Ti accarezzano la testa mentre tributi loro le lacrime più calde e intanto t’inchiodano i jeans al suolo. Come una bàlia pietosa che ti tiene sedato nel viaggio del declino. “Stai tranquillo amore, andrà tutto bene”. Così che non ti cada lo sguardo sulla decomposizione oltre i finestrini.
Chissà cosa cambierebbe, se fossi l’opposto di quello che sono oggi. Non sono mai stato uno di quelli che dicono “rifarei tutto”. Tornassi indietro imboccherei la destra dove ho preso la sinistra e viceversa, a prescindere. Non è tanto il rimpianto quanto la curiosità. E forse mi ritroverei comunque qui dove sono, al gelo sotto le coperte nella casa al mare di un amico, col rumore del solito topo che da tanto tempo ha preso casa nel cassone dell’avvolgibile. Che si muove tutta la notte e che stanotte si muove poco e si muove sempre meno. Forse per il veleno che il mio amico ha messo lì oggi pomeriggio. Mentre sono qui che snocciolo immagini retoriche digitando su un cellulare, sangue si secca nelle vene d’un inutile ratto, che smette di esistere per non tornare a esistere mai più. Ecco, l’ho sentito di nuovo.
In momenti d’imbarazzante melensaggine penso che non siamo eterni, che bisognerebbe solo stringerci come fuggiaschi in una botola mentre suole di stivali nazisti passano a pochi centimetri dalle nostre facce impaurite. Invece va bene sprecare il tempo a leccare il culo alle rockstar e a testare quanto potere abbiamo su chi è dalla nostra parte, quanto possiamo tirare la corda, mettere tempo in mezzo, sempre e comunque, collezionare appuntamenti mancati, non esserci quando c’è bisogno di noi, dire vai invece che resta, sempre e comunque. L’orgoglio, avete presente? La medaglietta di latta che tirate fuori voi falliti che non avete mai avuto una dignità vostra.
Che notte di merda, in perfetta scala a rappresentare questa esistenza per come ce l’hanno fornita. In notti così non serve a niente nemmeno l’amore, che è solo quello dei quattordici anni, quando pensi che ci saranno solo campi verdi e sterminati su cui correre e domeniche pomeriggio passate a scoprire nuovi gusti di gelato. E se mi dicevano che l’aldilá non esiste, io avrei pensato che da lì a che ero vecchio si sarebbero organizzati per costruirlo da qua. Non avrebbero più permesso che si sparisse così. Mi sarei aggrappato impaurito alla manica di mio babbo e gli avrei chiesto se la Banca Popolare Dell’Etruria avrebbe potuto fare qualcosa. D’altronde la Banca a Natale regalava cinquantamila lire ai figli degli impiegati. Io li spendevo da Bobini Giocattoli. Ricordo il mio primo gioco da tavolo: Doctor Doctor.
Ora dormo, con l’orecchio vigile all’arrivo del corriere che fra qualche ora mi porterà un nuovo gioco da tavolo. Diecimila giorni da quella scatola bianca di Doctor Doctor, dalla foto dei miei alla pensione Garisenda, da Liquirizia e la sua pallina di Saronni. Che bella la vita. Domani sarà tutto pateticamente risolto e imbusterò le carte una ad una, con le bustine ad alta grammatura che costano il doppio, così che non si sciupino, che restino come sono. E pure io e tutto quello che ho intorno, con loro.

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